Este in Gioco sbarca nelle scuole Estensi!

Il Sentiero dei Draghi, in occasione di Este in Gioco 2014, avvia la nuova iniziativa The Canterbury Games!

Il gioco deve farsi anche cultura, se non c’è un sottostrato fantastico autoriale su cui poggiarsi ben poco vale: l’intento della manifestazione è quello di appassionare i ragazzi alla letteratura attraverso un momento di condivisione con i compagni, attorno allo stesso tavolo andando creare una cornice adatta ad un pubblico di giovani: il set, una vera plancia di gioco suddiviso in più tavolate, verrà affiancato da una presentazione letteraria che, oltre ad avvalersi di letture di passi in italiano scelti dalla letteratura inglese, troverà una vera e propria contestualizzazione nei giochi da tavolo.

Perciò Sabato 3 Maggio la nostra associazione accoglierà presso il Foro Boario alcune classi degli istituti superiori Atestino e G.B. Ferrari per promuovere questo progetto tra i giovani.

La partecipazione è assolutamente gratuita, basta la concessione dell’insegnante a cui sono affidate le due ore di svolgimento del progetto e richiedere la disponibilità all’indirizzo email info@ilsentierodeidraghi.it

Si partirà con le avventure di Beowulf e di Grendel per dare vita a un gioco che abbia come input un vero e proprio poema epico: la sfida a mani nude con il mostro nordico si consumerà a lancio di dadi. Beowulf è come “le zanne delle tenebre, gli artigli nella notte”, mentre Cleopatra come donna è un “piatto per gli dei, se a condirla non è un diavolo”: si passerà alla tragedia di Shakespeare, “Antonio e Cleopatra”, per descrivere il rapporto con gli antichi dei d’Egitto. Il gioco da tavolo “Kemet”, memore di antiche battaglie, saprà ricreare, a piacere, lo scontro finale tra la romanità d’Occidente e l’ultimo grande regno ellenistico, culminato nella battaglia di Azio. Un’altra donna, per nulla passiva, la Portia de “Il mercante di Venezia” sempre di Shakespeare, saprà far vivere quel “morbin” che ci è tanto caro in Goldoni: per conquistarla ci vogliono ingenti fortune, con il gioco da tavolo “Venetia” si potrà attingere alle grandi ricchezze delle famiglie nobili veneziane. Lo stesso intento muove i pirati del gioco di Martinique che ricorda da vicino l’ammutinamento di John Long Silver e dei suoi compari, descritto con dovizia di particolari ne “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson, affinché il bottino del Capitano Flint possa tornare nelle mani del suo luogotenente. Tra Jolly Rogers, sciabole e pistolettate approdiamo all’universo terribile dei corsari inglesi di fine seicento, lo sa bene il naufrago Robinson Crusoe di Daniel Defoe, fatto prigioniero in una delle loro navi al largo delle coste del Nord Africa. Proprio perché “l’uomo non si vergogna di peccare, ma si vergogna di pentirsi”, si eccede nel vizio del gioco, condito da un bicchierino di rhum: è il turno di Perudo, con i suoi dadi. Non possiamo negarci poi l’immaginario romantico di Sir Walter Raleigh, corsaro al servizio della regina d’Inghilterra: è per lei che nel gioco da tavolo “Sword and Skull” recupererà il vascello reale. Di sottofondo la poesia di Lord Byron “The Corsair”, l’eroe maledetto, fino alla squallida rivelazione che colpisce il marinaio della ballata di Coleridge: solo l’amore sembra sopravvivere nelle storie piratesche di Walter Scott, l’amore per il viaggio. È la febbre che colpisce l’eroe di Jonathan Swift, la smania di conoscenza: è un novello Ulisse, affronta lande ricche di interrogativi sociopolitici. Ma come sarebbe possibile senza i commerci, senza i porti solamente concepire una realtà volta alla scoperta dell’altro? È con il gioco da tavolo “Puerto Rico” che possiamo fare rifornimento di materie prime (anche intellettuali) dirette verso il vecchio mondo, unico tramite le navi che solcano impavide le acque dell’Oceano. L’impero inglese si allarga sempre di più, numerose sono le colonie radunate sotto l’Union Jack: ne “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling i nativi si alternano agli ufficiali di Sua Maestà. È il progetto de “I Coloni di Catan”: bisogna sfruttare le risorse esistenti per poter convivere insieme. Non mancheranno i richiami horror al “Dracula” di Bram Stoker con l’omonimo gioco e una veloce incursione in terra americana con “Arkham Horror”, gioco da tavolo ispirato ai racconti di Lovecraft. “Benvenuto nella mia casa! Entrate libero e franco. Andatevene poi sano e salvo, e lasciate alcunché della felicità che arrecate” esclama il vampiro che sopravvive nei secoli, così come il Viaggiatore de “La macchina del tempo” di Wells che si muove a piacere, senza pensare alle conseguenze. È incredibile come ci si possa spostare, i passi si spingono fino alla Terra di Mezzo con il gioco dedicato a “Il Signore degli Anelli” di Tolkien. Ma la Compagnia dell’anello deve dividersi, il tempo di andare è giunto, il momento di tornare a scuola non può essere procrastinato. Un gran bel viaggio senza dubbio, con lo stimolo ad affrontare prima o poi individualmente tutti quei “malloppi” citati qua e là, perché giocando sembra quasi divertente conoscere storie nuove.