P.C.R. Per Colpa Ricevuta

Recensione di “P.C.R. Per Colpa Ricevuta” (ed. Cleup), due racconti scritti da Barbara Codogno, giornalista del Corriere del Veneto, raccolti in un unico titolo. L’autrice sarà presente alla nostra rassegna letteraria domenica 6 aprile.

La deformità aberrante diventa, nelle due favole per adulti di Barbara Codogno, una maschera che arricchisce il sapore moderno di due nuovi drammi, ‘Il tuffo’ e ‘La tara’, collocati nella civiltà londinese e nelle desolate lande polacche: lo spirito di rivalsa degli ultimi al mondo sa farsi carico della colpa derivata dalla tragedia greca. Si tratta di una violenza ereditaria che, secondo Freud, non venendo elaborata dalla nuova generazione, viene portata con sé. Adina Agugiaro, durante la presentazione del libro presso la Libreria Feltrinelli in centro a Padova, ha individuato nella figura del servo Bertil, l’incarnazione di una pietà umana inaspettata in un essere dedito all’avidità e ai piaceri carnali. Le vittime sono dove meno ce le aspettiamo, anche ne ‘Il tuffo’, la vecchia governante Miss Hopewell solo alla fine si rende conto di aver indirizzato il suo odio verso la persona sbagliata ed è capace di stendere la mano, con un gesto pieno di compassione. Si parla di deformità fisica e morale che colpisce quasi sempre i fratelli gemelli (Arthur e Gregor, Stephan e Pawelek), l’odio degli impuri prevale in un mondo in cui aleggia, come una novella spada di Damocle, il macigno delle colpe dei padri: ognuno di essi, consapevole o meno, affronta la sfida con uno spirito diverso, c’è chi come Arthur e Pawelek rinuncia a combattere, c’è chi invece come Gregor e Stephan riesce a coronare la sua vittoria, non arrivando tuttavia ad apprezzarla appieno, complici le ombre del passato.
La bellezza del secondo racconto oscura completamente quella del primo: con i paesaggi, definiti ironicamente da Adina ‘solari’, l’attenzione del lettore viene catturata in maniera permanente, aspettandosi di veder comparire il diavolo in ogni anfratto. Il maligno, la morte, il Pozzo Nero seguiranno il nuovo Stephan Meyer Walder fino a Vienna, in un palazzo grigio e coperto di polvere, simbolo della caduta dei fasti nobiliari. Adina definisce ‘P.C.R. Per Colpa Ricevuta’ un “libro analitico”, ma dietro le importanti riflessioni che esso suscita, si cela una scorrevolezza da romanzo. Il lungo lavoro mnemonico affettivo ed emotivo compiuto dalla vecchia governante nel primo raccolto disvela a poco a poco la verità, che non può essere che terribile: noi lettori, grazie a una serie di indicazioni diffuse nella trama, eravamo già preparati e lo shock non è stato subitaneo. Alla fine si tratta solo di scoprire che credevamo nel capro espiatorio sbagliato, ma la sostanza del misfatto non cambia, non per questo si banalizza. Anzi, si colpevolizza.

Recensione a cura di Camilla Bottin

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