Parlare di cosplay non è mai facile in quanto è un mondo vastissimo, coloratissimo e ricco di competizione a livello mondiale. Il cosplay, come i manga, gli anime e i videogiochi da cui trae ispirazione, nasce in Giappone dalla contrazione dei termini costume player (interpretare il costume) ed indica l’hobby di creare ed interpretare i personaggi e i costumi dei personaggi tratti da cartoni e fumetti (oltre che ai cantanti j-pop e j-rock). Da semplici raduni di ragazzi, il cosplay ha assunto dimensioni sempre maggiori, al punto tale che in Giappone si tiene una vera e propria gara a livello mondiale, La World Summit Cosplay e i giudici sono, per gli appassionati del settori, veri e propri idoli (parliamo di fumettisti del calibro di Go Nagai) e vincerla è come sentirti una star per un giorno.  In Italia le gare di cosplayer sono spesso connesse alle fiere del fumetto, che richiamano gente da tutta Italia: spesso hanno pochi minuti per esibire veri e propri capolavori a cui hanno lavorato per un anno intero, nella speranza, se non di vincere, almeno di essere riconosciuto dagli spettatori e di riuscire a coinvolgerli e ad emozionarli con il proprio spettacolo. Per fare un bel cosplay ci vuole tempo, passione e voglia: non c’è dubbio, i costumi si trovano on line ma un vero cosplayer parte dalle “materie prime”: stoffa, fil di ferro, creta, paillette diventano, a seconda del costume, scettri, spade, ali e corone. Non c’è dubbio, nessun cosplayer parte che è già sarto o falegname, e non è raro trovare chi è specializzato nella realizzazione dei costumi o delle armi, oppure “ammettere” che il costume l’ha cucito la zia piuttosto che l’autore stesso, la cosa bella del cosplay è la passione che ci si mette del realizzare ogni minino dettaglio.
Spesso il cosplay è un attività di gruppo: ecco quindi che gruppi di amici che al posto di passare la serata in disco rimangono chiusi nei garage a lavorare sui costumi, decidere chi interpreta chi e decidere come interpretare la “scenetta” che spesso è parte integrante del cosplay stesso. La “scenetta” può essere interpretata o estraendo un una scena dall’opera in questione, oppure prendendola in giro con battute comiche ed esilaranti. Una parte importante del cosplay, nonché la più difficile da realizzare, è la scenografia di sfondo. Sicuramente si più “creare” usando i vari programmi di grafica ma dato che spesso il buon cosplayer è maniaco pure in queste cose la scenografia va cercata: non a caso molte convention di cosplay si tengono all’interno di parchi naturalistici. Este da questo punto di vista presenta molti elementi interessanti per un cosplayer: io stessa, come cosplayer, non vedo l’ora che arrivi la primavera e che sboccino i fiori per poter vedere finalmente il mio cosplay completo, circondato da rose e fiori profumati, le mura e il castello e la fontana completano una cornice naturale ideale per qualunque tipo di costume. Quest’anno verrà data la possibilità anche ai cosplayer “alle prime armi” di potersi esibire e farsi conoscere grazie alla gara/esibizione che si terrà all’interno di Este in gioco: Il Cosplay in Movimento, in collaborazione con Sentiero Dei Draghi, nasce con lo scopo di favorire la diffusione dell’attività del cosplay ed incoraggiare questo meraviglioso hobby |